HYBRID TOTEMS / 2018

Ink on tracing paper, 29,7 x 42 cm
Il corpo, come dice Foucault, non è solo un prodotto dei discorsi sociali, ma anche il luogo in cui questi discorsi si generano, è cioè un luogo di forte produttività semiotica. Esso è ciò che lega gli oggetti di scrittura al linguaggio, inteso come superficie sensibile di iscrizione e come luogo di mediazione e di relazione con il mondo. Nella cultura della simulazione, l’esteriorità ha già un valore in sé, rappresentato dall’interfaccia e dalle sue molteplici “seduzioni” (Sherry Turkle. Life on the Screen: Identity in the Age of the Internet, 1995).
Ogni rappresentazione artistica può essere quindi considerata un simulacro. Se la maschera è ciò che sembra, legata al desiderio dell’autore e non alla realtà, il corpo può divenire fluido e assumere l’aspetto desiderato. Il corpo femminile e la sua simbologia può diventare totem e contenere l’idea di ciò che il valore del femminile significa in tempi attuali. Il titolo Hybrid TotemS prende origine proprio dalla necessità di pensare all’identità sessuale come segno. Il simbolo della femminilità può incarnare il potere tradizionalmente maschile e quindi diventare simbolo totemico di entrambi i generi. L’intima relazione fra corpi, genere, soggettività e immaginario definisce un legame estensivo tra gli stessi. L’arte precede il mondo virtuale, in cui tutto è possibile. L’immagine creata è, infatti, sintesi di fantasia e realtà materiale. Nuovo prodotto misto, che partecipa di entrambi i generi.

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